Come vi avevo anticipato, la mia amica Ilaria Faraoni è andata per me al Sistina, per la presentazione di Scugnizzi (e finalmente abbiamo info di prima mano!).
Sotto, la sua presentazione e in pagina i video e le foto...
Grazie, Ila!
"Presentato al Teatro Sistina di Roma il musical "C'era una volta... Scugnizzi", una produzione di Claudio e Tullio Mattone, che torna a grande richiesta popolare dopo i due precedenti allestimenti.
Vincitore di numerosi premi (Premio ETI Olimpici del Teatro miglior musical dell'anno, David di Donatello alle musiche e alla canzone originale, Nastro d'Argento alle musiche, Globo d'Oro (stampa estera) alle musiche, Ciak d'Oro alle musiche) lo spettacolo (e la sua genesi) è raccontato direttamente dal suo ideatore, Claudio Mattone, autore delle musiche e dei testi: "L'impresa iniziò nella mia testa già mentre scrivevo le musiche per il film Scugnizzi di Nanni Loy e sentivo che queste canzoni avevano una valenza teatrale"; preso nel frattempo da altri progetti lavorativi, il sogno di allestire uno spettacolo venne riposto in un cassetto. Poi l'incontro casuale, in un bar, con l'amico Enrico Vaime, che avrebbe portato alla collaborazione tra i due e alla stesura della sceneggiatura.
La strada, all'inizio, non è stata facile proprio per il carattere stesso di "Scugnizzi": uno spettacolo dove avrebbe di certo stonato, rispetto all'intento originale, un attore di richiamo per il pubblico, come volevano molti operatori del settore e come suggeriva sulle prime anche Pietro Garinei, col quale Mattone aveva collaborato in altre commedie musicali: "Possiamo fare una produzione insieme" propose Garinei, "Però bisogna trovare un nome". "Dissi no" continua Mattone; "Voglio fare un musical dedicato ai giovani, che sia corale, che abbia una sua forza di impatto, che dia peso ai problemi di certi ragazzi".
Tra difficoltà enormi e delusioni, la svolta: "Trovammo un teatro a Napoli che era libero nel periodo di Pasqua, non sapevo che fosse il periodo peggiore perché la gente va in vacanza... prendemmo questa occasione al volo" spiega l'autore; fu il passaparola a decretare il successo dell'opera, il pubblico aumentava e si entusiasmava, era in piedi ad applaudire; "Il proprietario del teatro dovette comprare dei cordoni per mantenere la folla che andava al botteghino. Lì invitammo degli operatori di altre città, vennero a vedere e da lì cominciò la nostra strada".
E proprio Garinei, a Napoli per la prima disse: "Non ho capito quasi niente ma mi è piaciuto moltissimo". Fu così che invitò "Scugnizzi" al Sistina per la stagione successiva.
Tornare in questo teatro dopo tanti anni è per ammissione di Mattone un'emozione doppia: un traguardo ma anche la consapevolezza di una grande assenza: "Mi manca qualcuno" confessa, riferendosi al grande Pietro simbolo del Sistina stesso insieme a Sandro Giovannini.
Per chi ha già visto lo spettacolo, c'è qualche novità oltre al nuovo giovanissimo cast: una maggiore ricchezza dell'allestimento che va dalla zona luci e audio fino alle proiezioni.
Anche il copione è stato leggermente rivisto, operando una scrematura rispetto a quello rappresentato in passato, eliminando possibili buchi e momenti di stasi.
Le parti in prosa sono state italianizzate maggiormente anche se rimane la matrice di origine, la cadenza napoletana da cui non si può prescindere, ma è tutto comprensibile e le espressioni in dialetto più stretto vengono subito dopo spiegate in italiano. Il messaggio è universale e arriva a tutti, da nord a sud.
Proprio per questo, le richieste per una ripresa sono state tante: "Avevamo scritto un nuovo spettacolo e volevamo metterlo in scena" prosegue Mattone, "Però le condizioni generali del teatro mi hanno un po' impaurito e ho deciso di aspettare; avevo ancora molte richieste per "Scugnizzi" e così con la mia "impresa famiglia" ci siamo decisi a mettere su un sito, a marzo, l'annuncio delle audizioni". Ne è seguito un numero impressionante di adesioni (a maggio c'erano già 3000 iscritti) e i provini si sono protratti fino a settembre 2010.
"Ho scoperto per l'ennesima volta come a Napoli, che come sapete è una città martoriata e mortificata, si trovino invece tanti giovani così motivati, seri, desiderosi di lavorare, di imparare un mestiere".
Un vanto di questa produzione infatti è proprio quello di aver aperto una strada a tanti ragazzi che hanno cominciato come attori, tecnici, fonici ed ora lavorano stabilmente tra teatro, cinema e televisione.
Questa la trama: "Due ragazzi, Saverio De Lucia e Raffaele Capasso, "'o russo", usciti dall'istituto di correzione per minori di Nisida, prendono strade diverse e si perdono di vista. Si ritrovano dopo vent'anni. Saverio è un prete di strada che si dedica al volontariato ed in particolare al recupero dei ragazzi del quartiere cercando di appassionarli alla musica, Raffaele 'o russo è un camorrista e quei ragazzi tende ad usarli come corrieri per i suoi loschi traffici"; da qui si sviluppa una vicenda che, pur ripercorrendo i problemi di Napoli, vuole essere una storia universale, con l'intento di non mitizzare la figura del guappo, del malavitoso: "Un delinquente si può combattere togliendoli il piedistallo da sotto i piedi, ridicolizzandolo" spiega Mattone.
E proprio con uno sbeffeggiamento verso "o russo", che rappresenta il male, si chiude il musical.".
musiche e testi
Claudio Mattone
prosa
Claudio Mattone ed Enrico Vaime
con
Saverio: Andrea Sannino Raffaele 'o russo: Pierluigi Iorio
'O Gigante: Angelo Iossa Rosa: Luna Di Domenico
Tonino: Antonio Guido Veronica: Veronica Simioli
Daniele: Daniele Mango Imma: Mavi Gagliardi
Mimì: Carlo Vannini Giusi: Giusi Barone
Carmine: Giuseppe Madonna Isabella: Isabella Mavaro
Angelo: Carmine Granato Valeria: Valeria De Cicco
Eugenio: Giovanni Quaranta Anna: Anna Foria Fabio: Fabio Villani Nennella: Lorena Zinno
Ballerino-albanese: Anthony Donadio Ballerina-albanese: Flavia Esposito
Percussionista: Michele Maione
e con
Commissario: Pippo Cangiano - Onorevole: Giorgio Romanelli - Direttore carcere: Lucio Bastolla
Scene Movimenti coreografici Costumi
Bruno Garofalo Gino Landi Silvia Polidori
Regia
Claudio Mattone
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alle 09:22
Alessandra
Bell'articolo, se passeranno di qui andrò a vederli
Grazie!