Priscilla è arrivato a Milano. La prima è stata accolta dalla standing ovation del pubblico. Dietro Le Quinte c'era e Silvia Arosio ha fatto per voi la recensione. Da non perdere.
Broadway sta arrivando in Italia.
Non solo Sister Act della Stage, che sta riscuotendo un grandissimo successo.
Ora, è sbarcato il bus argento e poi rosa di Priscilla.
E Milano impazzisce.
La sera della prima , una grande soirée glitterata, dove, sul pink carpet sono sfilati nomi come Colombari-Costacurta, Malgioglio-Marcella Bella, Ruta, Ribas, Del Pietro, Paone, D'Urso, Dolce e Gabbana e Miccio, solo per citarne alcuni (grande assente Simona Ventura, in prova), il teatro ha aperto le porte al pubblico, omaggiandolo, da parte della produzione, di un boa piumato fucsia. Bel colpo d'occhio vedere il foyer in piume di struzzo (ma saranno state di struzzo?), in mezzo a fiumi di champagne (sempre offerto).
Bello il teatro ristrutturato e diventato per l'occasione Priscilla Palace: il foyer è stato suddiviso in zone e la tinta è diventata più scura, soluzione che camuffa l'effetto capannone.
Il pavimento della platea, benché già a gradoni, è stato alzato maggiormente dal suolo, ed i posti da 1000 diventati 1600, mentre il palcoscenico è stato completamente riprogettato: la superficie complessiva è stata aumentata a 320 mq. ed è stata creata una vera torre scenica aumentando l'altezza di circa 8 metri.
Ancora, secondo me, problemi con il riscaldamento: quando in funzione, oltre ad essere molto rumoroso, crea un effetto scirocco, con tutto uno svolazzamento di piume dei boa in sala. Spento, a tratti, si passa alla sensazione di circolo polare artico. Portatevi un maglione e una sciarpa (se non avete il boa).
Ma arriviamo allo spettacolo, accolto, giustamente, con una standig ovation del pubblico.
A sipario chiuso, prima di iniziare, una cartina dell'Australia e un enorme rossetto glitterato...meno male senza sponsorizzazioni in costa.
Daniele Luppino, fondatore del Mas, co-produttore dello spettacolo, ha annunciato, come vedete nel mio video a fine articolo, che Music, Arts & Show è anche partner a Broadway di "Priscilla Queen of the Desert - the musical". Sul palco, accanto a lui, è poi salito il regista associato Dean Bryant, il quale ha dichiarato che alcuni problemi tecnici avrebbero impedito nel corso della prima la realizzazione di alcune scene, come lo champagne nella scarpa glitterata. "Per vederla, dovrete tornare quando lo champagne non sarà più offerto".
Poi, lo spettacolo. La trama è nota. Il musical è tratto da «Priscilla la regina del deserto» del 1994, vincitore di vari riconoscimenti, tra cui un premio Oscar nel 1995 per i migliori costumi.
Si tratta di un vero viaggio, attraverso l'Australia, ma forse più attraverso se stessi.
Tre amici partono da Sidney (Australia) a bordo di un vecchio bus rosa, Priscilla, per raggiungere la città di Alice Springs: Simone Leonardi alias il trans Bernadette, Mirko Ranù, alias Felicia, Antonello Angiolillo, alias Mitzi -Tick.
Vanno verso il Casino di Sidney per mettere in scena uno spettacolo.
Ma forse stanno partendo per la realizzazione dei loro sogni: Bernadette, la più anziana del gruppo, cerca di dimenticare la scomparsa del suo compagno, il Tromba, con nessun talento per la musica.
Tick vuole ritrovare suo figlio, avuto dal suo fallito matrimonio con Marion.
Felicia sogna di cantare i più grandi successi di Madonna, tradendo un po' la filosofia delle Drag Queen, che si esibiscono regolarmente in playback.
Ce la faranno? Troveranno se stessi nella sabbia del deserto australiano?
Se è vero che le Drag Queen cantano in playback, ecco scendere, all'apertura del sipario, le tre straordinarie Divas: Valentina Ferrari e Loredana Fadda, reduci da We Will Rock you, ed Elena Nieri. Non solo tre voci straordinarie, soul e blues, ma tre presenze sceniche molto forti, che catturano l'attenzione anche quando non sono appese sopra il palco.
Centrati i tre protagonisti, su cui spicca uno strepitoso Simone Leonardi, già Din Don ne La Bella e la Bestia. Un personaggio determinato e dolce allo stesso tempo, sognatore, tormentato e romantico, una "nonna", come si definisce (in realtà Simone è quasi trentenne) particolare ma sicuramente piena di umanità.
Antonello Angiolillo, passato dai ruoli più maschi de La Bella e la Bestia (ma io lo ricordo anche in un Joseph di Webber, quando cantava "Sono un gran bel figo io, sono bello come un dio") è un ottimo Tick, che passa abilmente dagli abiti maschili alle ciglia finte, ma sa anche essere papà sul finale.
Felicia, il più esuberante dei tre, il giovane Mirko Ranù, spregiudicato in scena e senza paura (ma sarà vero?), ultimo Dennis del Grease Rancia, fisicato a sufficienza per ben interpretare la sua parte.
Accanto a loro, tanti artisti, tra cui la deliziosa Alice Mistroni, Maurizio Arena, Giada D'Auria, Elisa Colummi, Andrea Verzicco, Massimiliano Barbato, Thomas Signorelli, Gianluca Sticotti...
E poi, costumi costumi costumi, si dice 459, 60 parrucche affiancate a 200 copricapo, 150 paia di scarpe realizzate su misura.
E pink, glitter e led a volontà su Priscilla.
Momenti di grande divertimento, con battute abbastanza forti (occhio ai bambini), a cui si alternano momenti di straordinaria malinconia, riflessione, immensa tenerezza.
Perchè il perbenismo festeggia con le Drag di notte, ma all'alba scrive frasi ingiuriose sul bus contro i non eterosessuali, contro "la norma".
Perchè un papà divorziato è sempre un papà in difficoltà e un bambino lo sente lontano, sia che canti vestito da donna, sia che sia impiegato di banca: ma, a volte, i bambini capiscono ed accettano cose che gli adulti, con le nostre sovrastrutture, preferiamo non vedere.
Uno spettacolo dove si canta, ma si pensa anche ai temi della tolleranza e della cosiddetta diversità, che sia sessuale, religiosa o di razza.
E come si fa a non lasciarsi trascinare dalle canzoni, rigorosamente lasciate in inglese e accompagnate da una band dal vivo, come «I Will Survive», «Go West», «Material Girl»? Come si può non sorridere sul funerale in stile gay, che ricorda Quattro matrimoni e un funerale, accompagnato da un esuberante Don't leave me this way? Come è possibile non essere partecipi nel dialogo finale (che non vi svelo) tra Tick e il figlio Benji (Alessandro Bendinelli, che si alternerà con Riccardo Lardinelli, Kevin Palmieri, Eric Sarzano)?
Un musical spumeggiante, glitterato, luminoso, importante e soprattutto ben fatto.
Finalmente, Broadway sta arrivando a Milano: correte a vederlo, magari in bus.
info:
prenotazioni allo 02 27225 o al sito www.priscillailmusical.it
dal martedì al venerdì alle 20.45, sabato doppio spettacolo alle 16 e alle 20.45,
domenica alle 15.30 e alle 20.45.
Biglietti a partire da 39 euro fino a 79 euro
LINK UTILI:
SOTTO, IL VIDEO SELLA SERATA DI APERTURA:
Sarà che, essendo coinvolte seppur indirettamente nel cast (mio figlio Eric ha la parte di Benji insieme ad altri tre) abbiamo avuto l'occasione di vederlo crescere durante le prove e le repliche, questo ns Priscilla.. Ma il musical è non solo adatto per le famiglie (sono state eliminate alcune battute forti del copione originale), non solo è a livello di Londra e Broadway (dalle stesse parole del regista simon Phillips, che lo porta in giro per il mondo da 5 anni insieme a tutto il team australiano e che abbiamo avuto il piacere di vedere all'opera insieme al regista associato Dean Bryant, alla coreografa Nataly Gillhome e i grandissimi tecnici che hanno lavorato 24 ore al giorno per allestire lo spettacolo.. Sarà che siamo del mestiere perchè anche noi attori.. Ma nessuno può dire che Antonello Angiolillo, Simone Leonardi e Mirko Ranù non siano assolutamente all'altezza -se non addirittura migliori- dei loro colleghi londinesi, o che le Divas siano meno che splendide per voci, costumi e presenza scenica; che Maurizio Arena, Andrea Verzicco, Andrea Rossi, Cesar Palumbo, Gianluca Sticotti e tutto l'ensemble non siano assolutamente eccezionali, in tutte le loro performances e tutte le rappresentazioni.. Ragazzi, ma avete visto le stesse scene di Priscilla a Broadway? Siamo infinitamente meglio noi! Come voci, come recitazione, come magnetismo degli attori (Benji compresi)! Senza contare che Priscilla in Italia, secondo Dean Bryant, ha voluto essere più fedele alla versione Americana, che a quella londinese, perchè più fresca e recente (a Londra hanno chiuso il 31 Dicembre sera, dopo ben 3 anni). Basta guardare la formazione di ciascun membro del cast e le esperienze lavorative, per capire che ci troviamo di fronte a dei grandissimi professionisti.. Che ci sanno far ridere e piangere allo stesso tempo, che commuovono e ci fanno venire i brividi ogni volta, sì, lo dico e lo ripeto OGNI VOLTA che calcano le assi del palcoscenico del Priscilla Palace! Quindi, e perdonate se le mie preferenze vanno senz'altro alla versione Italiana di "Priscilla, Queen of the Desert", prima di tranciare giudizi dopo aver visto solo una volta questo ns meraviglioso Musical, entrate con noi, veramente, dentro la storia di Adam, Tick e Bernadette, di Marion e Benji, venite con noi ad Alice Springs e a Cooper Pedy, Woop Woop e Broken Hill, nello splendido pulman Priscilla con ascensori, elevatori, le migliaia di luci ed effetti speciali spettacolari e poi, solo allora, potrete esprimere un vero giudizio.. O nel backstage after show, a complimentarvi con tutto lo splendido cast di Priscilla, magari.. Perchè è solo così che potrete rendervi conto fino in fondo quale magia quasi fiabesca questi ragazzi, tutti, sono in grado di ricreare ogni volta. Noi saremo lì ad aspettarvi.
Fantatisco. due ore di puro divertimento. Non adatto ai bambini, ma gli adulti si divertiranno da matti, come ho fatto io!
Splendido. Lo consiglio a tutti.
Stai scherzando, vero, Serena? E' un capolavoro!
Non ho parole...agghiacciante
A londra lo spettacolo è in scena da anni, a Milano da 4 giorni. Vogliamo dare tempo di rodarlo lo spettacolo o abbiamo gia deciso che dopo 4 giorni gli interpreti di londra sono perfetti e gli italiani (forse perchè sono italiani) sono sempre a un gradino sotto? Io l'unico che non ho gradito è Mirko Ranù, gli altri li ho trovati tutti assolutamente all'altezza, contando che era una prima e che lo spettacolo ha bisogno di rodaggio, come tutti, anche a londra.
Dispiace dire che la versione in scena a Milano non è dello stesso livello di quella di Londra. Gli interpreti, anche se non male, non hanno la stessa energia e professionalità. I costumi sono fedeli all'originale, salvo in alcune scene. Le musiche splendide, come da originale, ma il volume era a livello di rappresentazione teatrale e non da concerto , come doveva essere . Risultato : molta meno energia . Peccato !
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alle 16:37
Manzu
SPETTACOLARE!!!! Mirko Ranu' perfetto!!! tutto ma proprio tutto incredibile.. degno di una mega produzione americana!