blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

I Teatri chiudono? Pretendiamone uno! Da Dietro Le Quinte, un appello (con i consigli di David Zard)

Mercoledì 18 Gennaio 2012, 17:13 in Annunci e comunicati di

Prendo spunto dai commenti del produttore David Zard, che è intervenuto su questo mio Blog, nei commenti di un post, per lanciare un appello. Scendiamo in piazza o comunque pretendiamo l'apertura di teatri di stampo europeo.

396111_2919897118337_1288076355_3102799_700213112_n.jpg

I teatri chiudono. In Italia, sempre più sale storiche hanno abbassato il sipario o lo stanno per fare.

Primo tra tutti, il Teatro Valle di Roma, che attualmente è occupato da un centinaio di artisti e lavoratori dello spettacolo; il Duse di Bologna; il Il Teatro Verdi di Boggibonsi, che chiuderà i battenti ad aprile 2012 (ma riaprirà da un'altra parte).

Solo a Milano, a settembre ha chiuso il Derby e vanno verso la chiusura il Manzoni e lo Smeraldo.

Il Nuovo era a rischio qualche anno fa, ma ora pare si sia salvato.

(foto sopra di Silvia Arosio, Opera, Parigi)

I tagli al settore e l'inevitabile crisi economica vanno a danneggiare uno dei settori a torto considerato un bene non di prima necessità.

Peccato sia solo da noi così.

Tanti artisti che leggono il mio sito, sanno come a New York o a Londra la situazione sia molto diversa.

A Londra, i teatri sono in centro ed offrono più spettacoli al giorno.

E la gente ci va. Non solo. Molti affezionati, dalla nostra nazione, prendono voli low coast per farsi un week end musical oltre Manica.

In un mio articolo inserito qualche giorno fa, riguardo i casting per Giulietta e Romeo Amore e Vita, è intervenuto il produttore David Zard, che ci ha illustrato la situazione nella vicina Francia:

"In Francia, esiste una specie di Istituto per la diffusione e la protezione della lingua francese; questo istituto sostiene anche finanziariamente la promozione e la programmazione di opere originali e spettacoli musicali in lingua. In Francia l'IVA sugli spettacoli è del 4% e 5% e non il 10 ora11%. In Francia tra i coproduttori ci sono TF1, la maggiore stazione televisiva che si avvale anche dell'apporto di M6 che è una televisione musicale francese, e di Radio NRJ che si avvale delle sue consociate tra le quali Radio COEUR".

"Inoltre, senza contare quello che offre Parigi, in tutta la Provincia Francese esistono dei bellissimi contenitori come il Palazzo dei Congressi di Cannes e quello di Nizza e decine di Zenith, strutture nate per lo spettacolo; quindi quando si produce uno spettacolo c'é una vasta scelta di luoghi organizzati e non bisogna entrare in fatiscenti Palasport come quelli in Italia che spesso non hanno l'altezza necessaria per montare il graticcio, dove bisogna montar il palco, mettere le sedie cercando di poter far vedere lo spettacolo e non le teste degli spettatoti che hai davanti a te".


David Zard, che costruì il Gran Teatro a Roma, afferma inoltre: "Io ho costruito il Gran Teatro, che credo sia bello ma che ha dei costi di gestione enormi dato che è un tendone dove il riscaldamento d'inverno ed il raffreddamento d'estate hanno dei costi che influiscono sul osto del biglietto (soprattutto ora con il costo enorme della Nafta)".

E' lo stesso problema del Pala Priscilla, a Milano, appena ristrutturato.

E' proprio David Zard che nei commenti ha poi lanciato una provocazione:
lanciare una campagna per invitare i nostri Sindaci, Presidenti di Regione, e Governanti Vari a far costruire in tutta Italia dei "Teatri decenti, grandi, che non debbono essere opere di architettura da pubblicare sui libri degli architetti per soddisfare una masturbazione mentale, ma debbono essere funzionali".

Dice ancora il Produttore: "Scendete nelle piazze e fate una raccolta di firme per la costruzione nella vostra Regione o Città di un Teatro da 2.500 / 3.500 posti, si creerebbero migliaia di posti di lavoro, centinaia i professionalità . Ed ogni anno potrebbero entrare in circolazione in Italia una decina di nuovi spettacoli".

Bè, ritengo sia un'ottima idea.

Da questo Blog, potrebbe nascere la spinta emozionale ed emozionante per rimettersi in pista e fare valere la creatività italiana, la "necessità virtù", il rimboccarsi le maniche ed evitare di piangerci addosso.

Lancio un appello ai produttori, artisti, appassionati e soprattutto alle Istituzioni: non lasciamo che questo appello sia parola vuota.

Facciamo delle proposte.

"Torniamo a sperare come primavera torna ogni anno a fiorire"
(David M. Turoldo)

1
1
18 Gen 2012
alle 18:16

Simone Alfonsi

La prima parte su IVA e tasse varie, purtroppo non dipende da noi, ma le persone da cui dipende hanno una scarsa sensibilità dellimportanza della cultura dello spettacolo teatrale e dal vivo... . Considerano solo la mondanità degli eventi e non la sostanza e il fatto che per noi, poveri mortali, teatro e spettacolo dal vivo sono occasioni di emozione e non solo di gossip e incontri tra vip e che per gli artisti è un lavoro che svolgono con passione ma anche nella consapevolezza che ciò che fanno è utile al pubblico.

La Rai penso che abbia iniziato (ma non lo so, ormai chi la capisce più la Rai?) a capire l'importanza di del produrre o cooprodurre spettacoli di teatro solo di recente, con uno spettacolo che non nomino per non sembrare monotematico. Ma oltre la TV dovrebbero intervenire anche le produzioni cinematografiche, gli editori (di qualsiasi supporto) e tutto ciò che produce spettacolo e cultura su larga scala.

Ma poi... Noi in italia abbiamo un altro grosso scoglio, secondo me: il sistema di gestione del ticketing, spesso poco chiaro e molto confusionario oltre che in gestione diretta o indiretta solo a pochi circuiti.... Mi è capitato lo scorso anno di andare a distanza ravvicinata a due spettacoli in due diversi teatri importanti della mia città.

A parte la soluzione biglietteria, come circuiti di prevendita uno usa esclusivamente il circuito più noto in Italia e l'altro ha anche sul proprio sito la prevendita diretta con scelta in pianta estattamente come il circuito famoso, ma con regole più chiare e uniformi di gestione.

Ecco... Allo spettacolo che ho visto nel teatro che ha solo il circuitro famoso di prevendita, mi è capitato di vedere all'atto di acquisto un tutto esaurito che in realtà non era così, nonostante fossi andato in un punto vendita con operatore...

Quando invece uno spettacolo dell'altro teatro, col circuito di vendita on-line proprio, sul suo circuito da il tutto esaurito, questo è effettivo.

Questo penso sia un aspetto che può sembrare sciocco ma che non è sottovalutare.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere