Nuove audizioni per gli amici artisti. David Zard porta in Italia ROMEO E GIULIETTA Amore e Vita di GÉRARD PRESGURVIC (testi PASQUALE PANELLA). Leggete sotto.

Ecco svelato il nuovo progetto di David Zard, che, da qualche giorno, si aggirava tra le pagine di Facebook, un pò caché.
Ora, sono uscite le audizioni sul sito italiamusical.com.
David Zard presenta
ROMEO E GIULIETTA Amore e Vita di GÉRARD PRESGURVIC e PASQUALE PANELLA
Regia GIULIANO PEPARINI Coreografie VERONICA PEPARINI.
E' una comédie musicale francese (in Francia non usano il termine musical) molto bella e famosa....Ho il DVD e vale la pena.
SI CERCANO
BALLERINI - BALLERINE
E' RICHIESTA OTTIMA TECNICA MODERN-CONTEMPORANEA
ACROBATI - GINNASTI - BREAKERS
LE SELEZIONI SI TERRANNO A ROMA DAL 2 FEBBRAIO
Per prenotarsi inviare il proprio curriculum e i propri recapiti
Via mail a castingballerini@zardgroup.it
Rispono tutti e vorrei essere chiaro.
Lo spettacolo sarà un nuovo spettacolo, con una nuova regia di Giuliano Peparini, regista famoso in tutto il mondo per aver collaborato con Franco Dragone nella realizzazione di La Reve a Las Vegas e di The House of the Dancing Water a Macao ora impegnato alla regia di 1789 in Francia. Ho voluto Peparini perchè lo ritengo di grande talento e molto creativo. È sempre il regista che a l'impronta allo spettacolo. Quindi non sarà uno spettacolo uguale agli ltri a un nuovo spettacolo, le musiche sono bellissime e le parole di Panella sono ........... Il cast lo stiamo scegliendo e potrebbero esserci tutti e di tutto, non facciamo discriminazioni.
Nuove scenografie, nuovi costumi, nuove coreografie firmate dalla sorella di Giuliano che si Giamaica Veronica, persona che ha nel suo palmares realizzazioni di prestigio come lo spettacolo di Kylie Minogue, Tiziano Ferro, ed è stata scelta dalla dRemwork per realizzare le Coreografie del Kung Fu Panda.
Insomma gli ingredienti sono di prima scelta quindi se uno spettacolo può essere paragonato ad una torta, sarà una torta molto saporita.
Io spero di aver fatto le scelte giuste e ne sono quasi certo. Ringrazio tutti coloro che si esprimono con entusiasmo nei miei confronti e anche coloro che manifestano perplessità, spero solamente che non abbiano dei preconcetti o che non parlino solamente per parlare.
Ci vediamo a Verona il 13 Ottobre p.v.
David Zard
Cit da Irina:
"Non è che se una cosa dura da più di dieci anni nel resto d'Europa ( vorrei far presente che in Ungheria lo stanno ancora rappresentando.. e dal 2004!!!! Inoltre in Francia hanno appena fatto uscire la seconda versione, anche se personalmente ho di gran lunga preferito la prima! ) allora diventa scadente qui in Italia.. anzi, bisogna incoraggiare chi lo propone e non andargli contro! Già si fanno così poche rappresentazioni in Italia, se poi uno gli va contro, allora non verranno proposte affatto!"
Be, quì il problema non risiede solo nel fatto che lo spettacolo è datato ma soprattutto che il tema dello spettacolo nel nostro paese è stato come dicevo stra-sfruttato.
Tu non avresti voglia di vedere qualcosa di nuovo anche nella storia ?
Se non ci sono i mezzi economici per farlo pazienza... ne prendiamo atto, basta non far passare la cosa come il meglio che il nostro paese può avere. Il meglio sarebbe avere un nostro stile da proporre a nostra volta all'estero. Spettacoli originali italiani e non sempre i soliti adattamenti dei successi altrui.
é vero che all'estero ci sono spettacoli che durano anni a teatro ma anche la varietà delle storie è altrettanto vasta.
Da noi le grandi produzioni dopo Notre Dame, Tosca e Dracula vedono in cartellone solo la storia di Romeo e Giulietta e per giunta due di queste produzioni con lo stesso paroliere e magari (spero di no) anche con lo stesso cast.
Questo non perchè i protagonisti di Giulietta e Romeo di Cocciante non siano grandiosi, anzi... (io li adoro) ma riproposti in questo spettacolo mi suonerebbero come replicanti piazzati nello show allo scopo di strizzare l'occhio a coloro che hanno amato il precedente, che un certo successo lo ha avuto. Non direi che è rimasto incompiuto, semplicemente che dopo un anno di palazzetti pieni ha forse esaurito le sue possibilità (come è abbastanza normale in un paese come il nostro che non va pazzo come la Francia per la Commedia musicale).
Ovviamente questa è solo una mia congettura priva al momento di qualsiasi riscontro dunque mi scuso in anticipo se si dovesse rivelare (come spero) infondata.
Comunque non è mia intenzione boicottare quello che l'italia può al momento proporre, solo provocare una piccola scossa in quello che ritengo un panorama piuttosto piatto.
E, a parte tutto questo, una cosa devo dirla. In tempi come questi, tempi di ban, censura, moderazioni e ignoramenti vari... la scelta di Zard di rispondere a delle critiche semianonime rivela davvero una signorilità fuori dal comune.
Preciso un paio di cose.
"Dracula" non è stato paragonato a "Twilight", ma è stata commentata una frase trovata nel sito secondo cui "ci sarà un drastico cambiamento della storia, che dal Medio Evo nella prima parte arriverà all'epoca della Trilogia di 'TWILIGHT', con giovani di oggi protagonisti della bellissima storia d'amore.".
La questione del teatro grande è stata portata avanti soprattutto da David Zard in risposta alle critiche di quelli (io per primo) che criticavano la regia plantigrada della prima produzione di "Dracula" e non solo. È bello che si facciano spettacoli in grande, e penso che costruire un altro teatro appropriato accanto al Granteatro o all'Arena di Verona sarebbe bello... non credo che sia urgente, però. Sono io il primo sostenitore della tesi secondo cui non ci vuole un teatro grande, ma un grande teatro!
Leggo e vorrei leggere di piú pro e contro .
Risponderò tra qualche giorno, in questi giorni sono molto occupato a lavorare.
Una sola nota a Baronio, i tuoi testi sono molto belli ma purtroppo ho già deciso di affidare la versione Italiana a Pasquale Panella, forse Baronio doveva proporre lui stesso a qualche produttore che stima di acquistare i diritti di Romeo e Juliet e proporgli i suoi testi. Sarà per la prossima volta.
Ringrazio Irina per le belle parole.
Buonasera a tutti, in particolar modo al signor Zard.
Ho appena saputo che avete finalmente deciso di portare anche in Italia il grande successo, non solo francese, bensì europeo ( basti pensare alle varie ed eccezionali varianti che sono state fatte, prima fra tutte quella Ungherese, austriaca, russa e tante altre..) , di Romeo et Juliette!!!
Purtroppo ho letto moltissime critiche rivolte alla decisione di mettere in scena dopo 10 anni questo splendido musical, e sinceramente non ne trovo i motivi!
Non è che se una cosa dura da più di dieci anni nel resto d'Europa ( vorrei far presente che in Ungheria lo stanno ancora rappresentando.. e dal 2004!!!! Inoltre in Francia hanno appena fatto uscire la seconda versione, anche se personalmente ho di gran lunga preferito la prima! ) allora diventa scadente qui in Italia.. anzi, bisogna incoraggiare chi lo propone e non andargli contro! Già si fanno così poche rappresentazioni in Italia, se poi uno gli va contro, allora non verranno proposte affatto!
inoltre la questione dei teatri mi sembra solo un pretesto di critica!!
sempre in Ungheria le varie opere vengono quotidianamente, e da decenni, rappresentate all'operetta theatre, un normalissimo teatro, certo non delle dimensioni del Gran teatro di Roma, dove sono state invece rappresentati tantissimi spettacoli, fra cui Notre dame de Paris, i Dieci Comandamenti, Dracula ( ma chi lo paragona a twilight lo ha almeno visto?? almeno uno dei due!! scusate ma non c'entrano nulla! ), La Tosca ( spettacoli che ho avuto il piacere di vedere assieme alla mia famiglia, non meno di 3 volte ciascuno, e con mio grande rammarico non sono stati più rappresenati, a parte Notre Dame ovviamente! ).
Quindi a mio modesto parere non serve un teatro di grandi dimensioni, basti pensare al teatro Brancaccio di Roma, dove dall'anno scorso hanno avuto la saggia decisione di tenere in scena per la durata di un intero anno un UNICO spettacolo, in maniera tale che tutti lo possano andare a vedere e non come al solito che li tengono in scena per poco tempo e la gente non ha possibilità di vederlo, magari perchè poco pubblicizzato.
Tutto ciò, è solo per dire
GRAZIE AL SIGNOR DAVID ZARD che ha sempre lo spirito e il coraggio di mettere in scena e di proporre, senza timore delle critiche, spettacoli che all'estero sono già un successo! ( come già lo sono Rebecca - sia Austriaco, che Ungherese - Rudolph, Elizabeth - che a maggio andrò a vedere in scena a Trieste, di produzione austriaca, ma ovviamente c'è anche quella ungherese- Mozart, Le roi soleil, Sogno di una notte di mezza estate - ungherese- ecc.. . Lo so, doveva essere solo una piccola parentesi ma sono davvero tanti, e spero che mi capirà! :-) ).
Un Saluto sincero a tutti!!
Irina
Barono, sono completamente d'accordo con te ! Cosa vogliamo fare ? Io se fossi un artista oggi andrei all'estero non perchè la ci sono i teatri ma perchè la c'è qualità e l'oppurtunità per tutti coloro che hanno talento.
Al signor Zard vorrei ricordare che Se è vero che il Palasharp a Milano è chiuso o sta chiudendo, esiste un Arcimboldi nuovissimo e un Datch forum (non so se chiami ancora così) che sono molto grandi e lo hanno sotituito. Non mi sembra che Tosca sia stata sacrificata a Milano in quanto a spazi.
Ci sono poi i teatri dove lei ha portato Notre Dame in giro per l'italia e dove ora stanno girando i Promessi Sposi che in quanto a scenografie non sono certo da meno delle sue ultime produzioni.
Dal suo sito di Notre Dame peschi tutte le altre strutture dove ha portato lo spettacolo, sono tutte recenti e concepite per i grandi spettacoli. Aggiungendo quelle dove sono in tour ora i promessi sposi, altro che 20 e una per regione...
Io non ho trovato grandi differenze in negativo con il Palais des sports di Parigi che detto tra noi rispetto a questi è claustrofobico e sembra un buco. Il pubblico è accalcato uno sopra l'altro e oltretutto nel parterre dove si spende di più la visuale è peggiore perchè si è coperti dalle teste di coloro che sono davanti.
Dunque vede che anche a Parigi si arrangiano con quello che hanno a disposizione ma dato che la qualità degli spettacoli è alta il pubblico sopporta volentieri il disagio e ritiene di spendere bene i suoi soldi.
Sulle problematiche legate all'iva, alla mancanza di tutele e di sussidi da parte dello stato verso gli artisti e gli spettacoli, le do ragione e credo sia questo un motivo valido per scendere in piazza, non per la mancanza di teatri.
Certo è, che con quello che stiamo vivendo in questi giorni, forse ci sono altre priorità.
Non mi sembra però che a lei il supporto della tv di stato sia mancato, Notre Dame e Tosca sono state patrocinate dalla RAI ma Tosca ha fatto uno share tra i più bassi della storia (mi sa che solo io e pochi altri lo abbiamo visto in tv oltre che a teatro).
Secondo lei per quale ragione ? é cercando di dare risposte a queste domande che si promuove secondo me il successo futuro di uno spettacolo non recriminando sulle colpe che sembrano sempre degli altri, delle strutture e di un paese inadeguato.
Vada a vedere qualche spettacolo amatoriale; in quest'ambito c'è un universo vastissimo di giovani che autofinanziandosi con mezzi ridottissimi riescono a fare miracoli. Scenografie e costumi di pregio senza chedere nulla a nessuno e facendo pagare al pubblico un prezzo simbolico spesso devoluto in beneficenza.
Sembra che ultimamente la qualità e la quantità di proposte che manca al mondo dello spettacolo ufficiale, la portino loro.
Se queste persone, di questi tempi, dedicando il loro tempo libero riescono a portare in scena nei teatri delle loro città con successo spettacoli sempre nuovi, perchè non può riuscirci lei ?
Io non sono ricca ma sono pronta a mettere mano al portafoglio (anche facendo sacrifici) per sostenere quella che è la mia passione per gli spettacoli musicali di qualità e le giuro che se un giorno dovessi vincere alla lotteria qualche miliardo, un teatro su misura per spettacoli come Dracula, glielo costruisco io ;-) ma lei una bella novità italiana me la porta in scena ? Magari collaborando con giovani autori come Barono perchè non è sempre attraverso il nome noto che passa la qualità.
Grazie per la sua disponibilità al confronto, la saluto e le auguro una buona serata.
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Sarà pure una deformazione dovuta alla mia attività, ma ritengo che parlare della qualità di uno spettacolo <b>a partire dalle dimesioni </b> del teatro in cui lo si rappresenti porti con sé un errore di fondo.
Ho sempre sostenuto che <b>la qualità d'uno spettacolo</b> dovrebbe dipendere esclusivamente dai suoi elementi costitutivi principali, cioè dire <b>la musica e la sceneggiatura</b>; un buono spettacolo deve poter stare in piedi ovunque: dal teatrino di provincia all'Arena di Verona.
Le grandi scenografie ed i grandi effetti devono rimanere solo un corollario, importante ma non essenziale.
L'Aida rimane l'Aida sia all'Arena che nel teatrino di Busseto.
Prima pensiamo a fare opere teatralmente valide, poi si penserà a fare grandi teatri.
Sinceramente <b>tra tutti gli spettacoli italiani degli ultimi decenni</b> (anche grandi), tolti gli effetti, <B>nessuno si regge</B> (A cominciare da quella Tosca che vorrebbe il mare in Oklahoma, gli aerei al tempo di Napoleone e per cui gli uccellini farebbero "ci ci sbì"), con rispetto parlando, con questi prodotti non meravigliamoci che la gente non vada a teatro.
Molti degli spettacoli stranieri oggi famosissimi, sono partiti in realtà dal piccolo teatrino di provincia e sono approdati poi ai grandi palchi.
Tornando poi alla discussione su R&J, è innegabile che portare in italia uno spettacolo proprio nel momento in cui ne sta girando un altro eponimo (Quando si avevano 10 anni per farlo), va a creare necessariamente una sorta di concorrenza diretta.
Mi piacerebbe che, per una volta,<B> si mettesse in primo piano l'opera d'arte prima che il tornaconto dell'artista o il nome noto.</B>
Lavorandoci sù da anni, conosco molto bene questa commedia musicale e tutti i suoi problemi, a mio avviso, sempre per il bene dell'opera, sarebbe necessario dare il compito di adattamento in mano a un gruppo di più persone, per evitare pasticci.
Ho già ampiamente espresso <b> le mie perplessità sul Panella traduttore</B>, e sinceramente non lo vedo, da solo, adatto a portare a termine un'impresa di questo tipo (Ci ha provato, con risultati discutibili, con NDP).
Purtroppo oggi si pensa che chiunque sia in grado di tenere in mano una penna sappia scrivere:Niente di più sbagliato, così come <B>non è necessariamente vero che un buon paroliere sia anche un buon traduttore.</B>
Vincenzo Monti era un affascinante traduttore da Omero, ma un mediocre poeta.
Si parla tanto di credere nei giovani, di dare fiducia a chi merita, ma a quanto pare i fatti dicono il contrario; Quello che mi auspicherei è che venisse data una possibilità a chi ne avesse le capacità, magari anche solo per dare una mano nel processo di adattamento.
Mi piacerebbe che una volta tanto si pensasse che esistono persone che non possono contare sulla parentela illustre, sull'amicizia con la celebrità di turno, né possono campare sulla notorietà acquisita grazie ad una fortunata collaborazione di trent'anni prima, o che magari non vivono nella grande città dove hanno possibilità di avere contatti con gli addetti ai lavori.
So di non essere né l'unico né il migliore; <B>se facessero dei provini per gli autori</B> ci andrei volentieri, <B>sarebbe bello mettersi in gioco</B>:
Vorrei che si sceliessero i migliori, per capacità e non per nome.
Anche per poter creare una figura professionale che possa migliorare via via con l'esperienza.
Altrimenti si finisce col fare come alla Disney che, dopo la morte dello storico De Leonardis, non hanno più saputo a che santo votarsi.
<b>Più che la smania di metterci sù il nome, bisognerebbe avere a cuore il bene dell'opera d'arte in sé,</b> per questo motivo ciò che scrivo è pubblico e libero d'essere modificato e utilizzato.
Io, Nel mio piccolo, credo di aver dimostrato quantomeno di saper mettere insieme qualche verso decente; non sarò professionista, ma vi chiedo solo di guardare e giudicare.
Non nascondo, va detto, che sarebbe una soddisfazione per me, dopo tanti anni, sentir cantare la versione italiana di "Aimer" o de "La mort de Juliette", e mi dispiacerebbe se un'opera così delicata venisse rovinata da qualche scelta azzardata.
Cara Gabriella,
Sei poco informata il Palasharp ha chiuso o sta per chiudere.
Per quanto riguarda Don Juan e Mozart Opera Rock, abbiamo differenti punti di vista.
Il Folies Bergère é un istituzione centennale con spettacoli fissi e durano anni.
Parigi è Parigi ed uno spettacolo si ammortizza solo con Parigi,dove uno spettacolo viene mantenuto in cartellone per 6 mesi. in Italia bisogna fare 20 città minimo solamente per ammortizzare i costi.
Hai ragione che bastano una ventina di bei Teatri uno per Regione edun qualche regione due. Ma in Italia non ne abbiamo nemmeno uno.
Quindi .....!,,,,,,,,,!!!!!!!!!!!!????????
Le chiacchiere stanno a zero.
Un saluto
DAVID ZARD
Chiarito ogni malinteso, con nessun astio continuo questa discussione che come dicevo ritengo arricchente.
Sulla questione dei teatri che chiudono, sono purtroppo pure io allibita ma questa è la realtà che dobbiamo cercare di cambiare adattandoci al triste fatto che al momento ci sono poche prospettive di cambiamento data anche l'aggravarsi della crisi economica.
Continuo a rimanere convinta che teatri da 2000-3000 posti (vedi Palasharp di Milano) non siano ad oggi una realtà mancante nel nostro paese, almeno per quanto riguarda le grandi città sia del nord che del sud. Non è necessario costruirne uno in ogni piccolo paese basterebbe uno per regione.
Ma se così non fosse abbiamo l'esempio di Londra dove in teatri piccolissimi su palchi di media grandezza vengono allestiti spettacoli grandiosi. lo stesso avviene in molte città dell'est europeo. Basta recarsi a Praga e vedere una città che pullula di Musical in spazi piccoli.
il problema è che nelle altre città europee compresa Parigi, gli spettacoli restano a teatro per dei mesi e la gente va a vederli più di una volta facendo magari sacrifici per riuscirci.
Da noi questo non avviene, far restare a teatro uno spettacolo 15 giorni è un'impresa e riempire grandi spazi anche solo per poche serate è dura.
questo è ciò che ho visto andando a teatro in Italia e non dipende da questioni tecniche ma dal fatto che la gente non vuole spendere per andare a teatro. Ritiene che siano soldi buttati via.
A Parigi fuori dal Palais des Sports nei bar, si vedono famiglie che festeggiano compleanni brindando con un:" Bon Anniversaire et Bon spectacle". Bambini di cinque anni che portano regalini agli artisti e sicuramente una mentalità diversa nei confronti degli spettacoli che vengono considerati un buon modo in cui spendere i soldi.
Da noi se vai a teatro due volte sei un cretino che ha i soldi da buttare.
é contro questa mentalità che dobbiamo combattere prima di scendere in piazza per chiedere la riapertura e la costruzione dei teatri.
Però è necessario che a teatro ci siano proposte interessanti, belle e soprattutto nuove che possibilmente rispecchino anche lo stile del paese dove nascono.
e poi tornando a Parigi, non esistono solo le proposte del Palais des sports, esistono anche teatri storici ma minuscoli come il "folie Bergère" dove a cepodanno ho assistito ad un musical "Sherazade" davvero bello. Una produzione canadese che in uno spazio molto piccolo con un numero esiguo di interpreti e ballerini è riuscita a fare di necessità virtù regalando uno spettacolo magico e suggestivo. Hanno saputo gestire lo spazio ridotto in maniera impeccabile utilizzando sia ciò che può offrire la moderna tecnologia (ad es. le scenografie virtuali) che le scenografie vecchio stile. Un esempio che si può dare il massimo risparmiando senza negare al pubblico qualcosa di nuovo.
Questa produzione , se non erro sei anni fa, aveva portato a Parigi nel ben più grande Palais de congrais il "Don Juan" con tanti ballerini, attori e cantanti. Poi è subentrata la crisi e si sono dovuti adeguare proponendo comunque una novità ricca di fascino e alla portata del cambiamento economico che purtroppo tutto il mondo sta subendo.
Potevano andare avanti e riprorre il Don Juan a oltranza e invece hanno voltato pagina riportando a Parigi una novità che credo sia stata premiata, dato che il prossimo anno tornerà in un teatro più grande con quello che credo sarà un allestimento più sontuoso per poi farne un DVD e ripartire con una nuova avventura.
Ciò che secondo me rende vincente la Francia è anche il fatto che le loro produzioni non hanno la pretesa di restare in eterno a teatro. Fanno al massimo un paio di stagioni poi esce un DVD e via che si riparte. Così il pubblico si mantiene caldo e interessato.
I produttori di " Mozart l'opera rock" (che è stato un successo che definire clamoroso è un eufemismo e che ancora i fans a gran voce reclamano) potevano di questi tempi campare di rendita ancora qualche annetto con questo spettacolo e invece si sono rimessi in pista subito.
Questo è ciò che credo purtroppo ora manchi all'Italia.
Se al momento non ci sono i soldi per fare grandi produzioni, prendiamone atto e facciamo qualcosa alla nostra portata ma originale che non sia necessariamente il fanalino di coda del successo degli altri paesi.
Cara Gabiella, le critiche sono ben accette e se rispondo vuol dire che ne tengo conto. A non debbono essere critiche gratuite e fini a se stesse. Io sono PUBBLICO, cioè sono uno spettatore ome te e sono il primo critico tanto che ho fermato Dracula perchè avevo qualche critica., posso anche sbagliare ma pago mi tasca mia.
Poi le critiche debbo essere scritta senza astio tra le righe. E critiche sono una prova d'amore perchè se non ami una cosa non ti interessa criticarla.
Buona settimana David Zard
Una sola, piccola precisazione per il signor Zard perchè credo si sia fatto l'errata opinione che ci sia in atto un complotto da parte di persone che lavorano nel mondo dello spettacolo che hanno come unico scopo quello di mettergli i bastoni tra le ruote a favore del loro lavoro.
Primo io e Francesco non ci conosciamo nemmeno. Il fatto che ci troviamo concordi su alcuni punti è perchè sono evidenti a tutti (come giustamente dice lui).
Secondo, io ho 38 anni, non sono una ballerina né una cantante né un'attrice (nemmeno a livello amatoriale) e dunque non ho nessun astio personale nei suoi confronti, solo un'opinione che come pubblico pagante ritengo di poter esprimere, anzi di essermi guadagnata il diritto di esprimere soprattutto quando mi sento presa in giro.
il mio lavoro è molto diverso dal sul (lavoro con i disabili) e le assicuro che la mia opinione espressa seppur in modo fermo (non sono abituata ad indorare le pillola con chi psicologicamente non è in grado di reggere le critiche anche quando sono costruttive) non è dettata da nessun desiderio di congiura contro di lei.
Se le interessa quello che penso come pubblico bene, altrimenti, faccia lei.
Se preferisce pensare alla congiura e accusare chi sta cercando di darle delle dritte costruttive, per uscire da questa situazione di degrado in cui versa il teatro italiano in questo momento, continui pure ad offendersi, senza capire quello che si cerca di comunicarle che non è contro di lei ma contro una degenerazione della qualità di ciò che viene proposto.
(l'impaginazione ha fatto casino)
La mort de juliette
Stanotte
Visiterò l'aldilà
se tornerò?
chi puo' dirlo, chissà.
Un sorso e poi
Dio sia con noi
Romeo gioco alla
morte perché
qui per noi due
altra strada non c'è
Un sorso e poi
Dio sia con noi
Romeo guardami è buffo, lo so,
per non morire
dovrò morire un po'
Qui c'è il veleno che
ti condurrà da me
stanotte
visiterò l'aldilà
se tornerò?
chi puo' dirlo, chissà.
Apprendo adesso che verrà portato in italia lo spettacolo R&J che io aspetto da anni, la cosa mi rende felice, tuttavia ho le mie perplessità...vedremo.
Dato che vedo che Zard segue la discussione; non so quanto possa servire, comunque, io mi occupo di versioni ritmiche dal francese, e ho all'attivo diversi brani tradotti in italiano (e non venuti male).
Mi chiedevo,dato che ho già diversi brani, se magari potesse nascere una qualche forma di collaborazione...
La mort de Juliette:
où vont les Stanotte où vont les rèves des amants Visiterò l'aldilà Leurs mots leur fivre se tornerò? Je reviens je t'attends chi puo' dirlo, chissà.Su questo sito trovate le altre "versioni":
In effetti, è anche per quello che dice David Zard, rispetto alla situazione a Parigi, che da qualche tempo sto meditando di trasferirmi in Francia. Il fatto che chiudano i teatri, a Milano, come in Italia, non aiuta una giornalista di questo settore che sta disperatamente cercando nuove collaborazioni per campare.
"Scendete nelle piazze e fate una raccolta di firme per la costruzione nella vostra Regione o Città di un Teatro da 2.500 / 3.500 posti, si creerebbero migliaia di posti di lavoro, centinaia i professionalità" .
Questa è un'ottima proposta. Anzi.
Informo il sig.Zard e i lettori che ne farò presto un articolo su questo sito. Cerchiamo di dare una mossa a questa situazione della cultura italiana.
Che dite? Siete con noi?
Nella mia ci solo molti errori dovuti al'autocorrezione automatica ed a lettere che saltano (iPad).
Scendete nelle piazze e fate una raccolta di firme per la costruzione nella vostra Regione o Città di un Teatro da 2.500 / 3.500 posti, si creerebbero migliaia di posti di lavoro, centinaia i professionalità . Ed ogni anno potrebbero entrare in cirircolazione in Italia una decina di nuovi spettacoli.
In ..........ala CRISI ed llo Spread.
Grazie David Zard
Buongiorno, mi trovo a Parigi che ribolle di iniziative culturari e di nuovi spettacoli.
Vorrei puntualizzare alcune cose.
In Frania esiste una specie di Istituto per la diffusione e la protezione della lingua francese; questo istituto sostiene anche finanziariamente la procione e a programmazione di opere originali e spettacoli musicali in lingua.
In Francia l'IVA sugli spettacoli è del 4% e 5% e non il 10 ora11%.
In Francia tra i comproduttori ci sono TF1, la maggiore stazione televisiva che si avvale anche dell'apporto di M6 che è una televisione musicale francese, e di Radio NRJ che si avvale delle sue consociate tra le quali Radio CUORE o COEUR.
Inoltre in Francia esiste ancora ed ê molto efficiente l'istituzione dei Comitati delle imprese per la cultura e lo spettacolo, quelli che in Italia erano i CRAL e che ora sono quasi spariti.
Inoltre senza contare quello che offre Parigi, in tutta la Provincia Francese esistono dei bellissimi contenitori come il Palazzo dei Congressi di Cannes e quello di Nizza e decine di Zenith, strutture nate per lo spettacolo.; quindi quando si produce uno spettacolo c'é una vasta scelta di luoghi organizzati e non bisogna entrare in fatiscenti Plasport come quelli n Italia che spesso non hanno l'altezza necessaria per montare il graticcio, dove bisogna montar il palco, mettere le sedie cercando di poter far vedere lo spettacolo e non le teste degli spettatoti che hai davanti a te.
Io ho costruito il Gran Teatro, che credo sia bello ma che ha dei costi di gestione enormi dato che è un tendone dove il riscaldamento d'inverno ed il raffreddamento d'estate hanno dei costi che influiscono sul osto del bigliettio (soprattutto ora con il costo enorme della Nafta)
Voglio nuche ire che in Francia il costo medio di un biglietto è di 45/50 euro mentre in Italia varia dal nord l sud (perchè io tengo conto delle necessità dei cittadinii e della siruazione economica nelle zdiverse regioni) ed ha un costo medio che varia tra i 35/45 euro al nord e tra i 25/35 euro al Sud
Quindi pur ritenendo che ognuno è libero di esprimere la sua opinione, credo che molti parlino a vanvera. Fortunatamente sono incoraggiato a produrre ancora dalla migliaia di persone che mi riempiono di complimenti e di ringraziamenti.
Io non amo essere offensivo ma Francesco ha scritto una specie di studio per se stesso, credo che abbia avuto una vita difficile e molte delusioni e mi dispiace. Ma invece di essere distruttivo su ciò che fanno gli altri sia costruttivo ed insieme ad altri si renda promotore di una campagna er invitare i nostri Sindaci, Presidenti di Regione, e Governanti Vari a far costruire in tutta Italia dei Teatri docenti, grandi che no debbono essere opere i architettura da pubblicare sui libri degli architetti per soddisfare una masturbazione mentale, ma debbono essere funzionali.
In Italia sorgono decine di Outlet e Centri Comerciali ed io m domando perchè ai nostri grandi ostruttospeculatori nel dare la licenza di costruzione non li si obbliga che in tali centri si costruiscano di Teatri e litri luoghi di aggregazione culturale , magari dando loro una licenza di maggiore cubatura ?
Io non so quanta gente legge questo blog ma certamente che legge può entrare nelle rete e diffondere opinioni costruttive per far iniziare un buono Rinascimento Italiano che è italiano e non è Renaissance.
Con molta classe e stile oltre ala Gioconda i Francesi ci hanno fregato anche il Rinascimento, loro facendo guerre e risoluzioni e noi stiamo feriti ed invece i aiutarci a vicenda ci sputiamo addosso e votiamo lega.
Svegliamoci per poter iniziare a parare di una Primavera Italiana e non di quella araba.
Grazie per l'ospitalità. David Zard
Un ultima domanda ma Francesco e Gabriella sono compagni, sposato o lamento parenti ?
Salve,sono un ballerino e leggendo la notizia del casting non ho potuto fare a meno di leggere anche i commenti.
Sono contento che produttori come il Sig Zard credano ancora nel teatro mettendo in scena spettacoli sempre nuovi.Mi sembra piuttosto gratuita la critica rivolta a chi fa spettacoli,secondo il mio piccolo parere,degni di essere rivisti più volte.
Attualmente in Italia ci sono moltissimi musical che fanno flop dopo la prima settimana di repliche. Artisti degni di fare spettacolo ma contornati da una pessima regia,produzioni non paganti,scenografie realizzate con i consigli ART ATTACK e costumi rimediati da vecchie soffitte!!!
Ho ballato in vari teatri di Roma e d'Italia,allo stadio San Siro e l'Arena di VERONA con produzione abbastanza buone ma solo con gli spettacoli del Sig.Zard( visti tutti e pure più volte) esprimo sempre lo stesso desiderio:essere un giorno anche io lì!!!
Conlcudo dicendo che per criticare un'opera teatrale bisogna trovare 3 cose buone!!!
Buon lavoro a tutti!!
Nessun astio contro nessuno, casomai contro qualcosa. E questo qualcosa sono le risposte evasive che ci si ritrova in mano quando si pongono dubbi su queste questioni.
La mia professione è quella di autore teatrale, di conseguenza sono abituato a pensare allo studio sulla tradizione come a qualcosa di importante. Dovermi ogni volta districare in mezzo a quelli che non hanno niente da dire e allora dicono "emozioniamo il pubblico" mi infastidisce. Difatti, epurate di tutti i falsi entusiasmi e di tutti i dati sciorinati per fare scena, credo che in nessuna delle trattazioni di argomenti che riguardano il teatro musicale post-"Notre-Dame" rimanga qualcosa di seriamente istruttivo o giornalistico. Alla fine, tutto si riduce a un "tu ce l'hai con me"/"tu non ce l'hai con me"/"tu non sei mio amico"/"vuoi fare polemica" che mi fa pensare di essere tornato all'asilo (e parlo di molte persone non solo di quelle presenti). Devo dire, in tutta sincerità, di essere abbastanza orgoglioso del fatto di aver scritto io una delle poche trattazioni di questo argomento degne di questo nome.
P.S.: Se non dormo la notte non è per pensare a David Zard, ma per teneri dispiaceri d'amore. ç_ç
Cari Francesco e Gabriellla, spero che abbiate trascorso una notte serena dopo lo sfogo irato contro di me. Sembra che tra me e voi ci sia dell'astio personale cosa non vera, perchè credo che non ci conosciamo.
Io tengo conto di vostri commenti e ne faccio tesoro.
Poche precisazioni:
Dracula ha 5 anni e 8 mesi e non sette.
Dopo il debutto, ho subito un intervento di trapianto al fegato, cosa che mi ha tenuto lontano dal lavoro per diversi anni.
Palazzi come il Palais de Sport non ne sono stati costruiti: le altezze non permettono una giusta installazione delle luci, il Palais de Sport di Parigi è nato per gli spettacoli.
In Italia servono Teatri da 2.500 / 3.000 posti con palchi Grandi e una torre scenica che possa ospitare luci ed effetti speciali senza dover sostenere spese che influiscono enormemente sul costo del biglietto.
Mi fa piacere sentire che Gabriella ha visto 3 volte le mie produzioni di Tosca e Dracula e che le sono piaciute, questo conferma che non sono un flop.
Non so quale sia la vostra professione o mestiere, quano chiedono la mia rispondo che faccio il pubblico, perchè io sono pubblico come voi ma lo faccio per professione.
Un fatto è certo non abbiamo lo stesso punto di vista; Notre Dame non è un riciclaggio è una programmazione continuativa in tour per l'Italia che a addestrato e creato molte professionalità . È ancora in giro perchè viene richiesto.
Per PIA è un mio sogno che vorrei realizzato ma Nannini madre e sua carriera creano continui ritardi. Speriamo !
Gradirei, un giorno, incontrarvi perchè spero che le vostre critiche siano sincere e non istigate da risentimenti estranei alle opere stesse maolamente dal desiderio di creare polemica. C'è spazio er tutti basta mettere ano al portafoglio.
E come vi ho detto andate orgogliosi e fieri e non domandatemi Perchè !
La notte dormite sereni e se ce l'avete con il mondo non prendetevela on me. Grazie. David Zard
È inutile dire "mi scusi, cosa ho riciclato?" dopo dieci anni di "Notre-Dame". È inutile far finta che l'allusione a "Twilight" Gabriella se la sia sognata quando basta andare sul sito per leggerla. È inutile dire "nessuna delle mie opere è stata un flop" quando i flop sono sotto gli occhi di tutti.
È ancora più inutile dire "ho sbagliato dimensioni" nel 2012 quando io l'ho capito dopo aver sentito il CD una volta che non serviva un esercito di acrobati per fare "Dracula". A questo Ricordi redivivo che dovrebbe essere Zard ci sono voluti sette anni?!?
Sette anni dopo i quali, inoltre, il concetto deve ancora essere assimilato, visto che Zard ammette sì di aver sbagliato dimensioni, ma poi dà la colpa alle dimensioni dei teatri. No... era giusto come aveva appena detto... non sono i teatri che non vanno bene, è il modo in cui si fanno gli spettacoli!
È questo continuo sopperire freudianamente alle proprie mancanze facendo spettacoli mastodontici. Mancanza, in questo caso, di preparazione. Di chi? Degli autori? Del pubblico? Non lo so, ma lei (che mi dice "un'opera o un musical") non sa manco che spettacolo sta producendo!
E nessuno definisca questo sorvolare sulla denominazione dello spettacolo un atto di praticità (tipo "Noi pensiamo a lavorare, non a dare nomi"), perché qui si passa più tempo a chiaccherare che a fare spettacoli.
Questa discussione è più che "sterile", è fumosa. Sono mille le cose da dire, ma le risposte date alle critiche non dicono niente... E quando va così moderare i toni è l'ultima cosa da fare.
Ah, un'ultima cosa. Criticare non è facile. Moderare i toni è facile.
Concordo sulla moderazione dei toni, e mi scuso se il mio può essere sembrato un tono molto acceso ma è sicuramente per pura passione nei confronti dello spettacolo musicale, che spero trovi il giusto spazio nel nostro paese. Sono inoltre convinta del fatto che questo scambio di opinioni sia interessante e costruttivo per tutti.
Detto questo vorrei precisare al signor Zard che quando parlo di riciclo di spettacoli mi riferisco prima di tutto a Notre Dame che viene rimesso in scena ad oltranza con cast discutibili prezzi sempre alti senza il minimo tentativo di andare oltre.
Sulla questione flop di Tosca e Dracula, le preciso che uso con dolore questa parola perchè io questi spettacoli li ho adorati (tempo fa ho anche commentato il mio elogio sul forum di Tosca) ma non faccio finta di non aver sentito i commenti del pubblico le tre volte che sono andata a vederli e di non aver letto articoli della critica e i commenti in Tv.
Prendo atto del fatto che non sono stati capiti e che probabilmente non erano storie all'epoca (parlo soprattutto per Dracula) così popolari da stuzzicare l'interesse delle masse come invece è stato a suo tempo per Notre Dame.
Le posso assicurare che ricordo a memoria ogni singola scena di Dracula e che ho consumato il bellissimo doppio CD corredato di libretto comprato al Datch Forum. Ho avuto occasione di vedere dal vivo in prima fila quanto fosse uno spettacolo innovativo, poetico e di pura avanguardia (all'epoca ben al di sopra degli standard francesi di oggi) e mi viene male quando leggo sul sito ufficiale che cambierà la storia (e quì si cita twilight) e che gli attori saranno tutti giovanissimi, biondissimi e bellissimi. Mi perdoni ma questa non mi sembra la premessa ideale per un prodotto di qualità.
Certamente rendere lo spettacolo più accattivante anche per un pubblico giovane non è un delitto anzi, ma non si devono usare per farlo i canoni di selezione del Grande Fratello.
é vero che all'epoca non c'erano tante strutture adatte ad ospitare spettacoli così scenograficamente impegnativi ma è altrettanto vero che dopo pochissimo tempo nelle principali città italiane sono comparsi palatenda e palazzetti sullo stile del Palais des sports di Parigi (che non è nemmeno enorme).
Per non parlare del fatto che l'italia è fornita di un sacco di scenari che si possono sfruttare durante la bella stagione per spettacoli all'aria aperta.
"I promessi sposi" mi sembra si stia adattando benissimo e stiano facendo un tour di tutto rispetto. Con qualche ritocco alla scenografia mi sembra arrivino ovunque.
Non ho capito il discorso sul fatto che la Francia sia Parigi e tutto il resto provincia. Anche su questo punto le posso assicurare che non c'è spettacolo francese che non faccia una tourné in tutto il paese (toccando anche cittadine piccolissime) compresa Svizzera e Belgio.
Gli spettacoli arrivano in ogni città piccola o grande che sia in strutture più o meno grandi anche per soli due giorni adattando di volta in volta scenografie e coreografie
Conosco bene la carriera di Giuliano Peparini e sono molto curiosa di vedere la sua direzione di Les Amants de la Bastille il prossimo ottobre.
Ma a questo punto mi chiedo se ha per le mani collaborazioni con artisti di talento e di fama perchè non sfruttarli per mettere in scena una novità invece che uno spettacolo ormai più che conosciuto (in entrambe le versioni) da chiunque ami il genere ?
Se mi sta dicendo che farete la fatica di rivedere completamente lo spettacolo anche dal punto di vista sceno-coreografico (mi permetta di avere dei dubbi su questo punto, con i DVD alla mano ci sarà modo di confrontare) perchè non osare un soggetto nuovo più fresco e meno inflazionato nel nostro paese ?
Vede, delle sue promesse di cambiamenti drastici nella struttura dello spettacolo, ho già fatto esperienzza in passato con Tosca dove in occasione del suo ritorno prometteva significative innovazioni nella scenografia e nelle coreografie mentre, le posso assicurare (avendole viste entrambe) che non era cambiato nulla se non la scena dell'angelo nel finale che invece di comparire in carne ed ossa diventa una proiezione, togliendo purtroppo parte della poesia. Se poi lei per cambiamento intende taglio allora siamo d'accordo. Comunque queste sono inezie, a me lo spettacolo è piaciuto in entrambe le "versioni".
Nel caso di Romeo et Juliette, continuerò a godere dell'originale francese perchè come principio ritengo che le traduzioni e gli adattamenti siano sempre una violenza sull'anima originaria dello spettacolo che è nato in lingua Francese e così mi piace ascoltarlo in attesa che l'Italia abbia nuovamente spettacoli originali spero prodotti anche da lei.
Grazie per il confronto che come le dicevo ritengo sempre costruttivo
P.s. che ne è stato di Pia ? questa si che era un'idea originale e insolita.
Intervengo solo per chiedere ai lettori di moderare un pò i toni, nel massimo rispetto di tutti.
Anche io sono sconcertata dal fatto che in Italia non ci siano spazi adatti per certe produzioni e ancora di più dal fatto che anche i teatri di maggiore tradizione stiano chiudendo.
Per cui, ben venga chi crede nel teatro e Produttori come David Zard che anni fa creò dal nulla il Gran teatro di Roma e che porti da noi opere non conosciute.
Poi, ribadisco. I gusti e le scelte sono personali.
Grazie per leggermi e per scrivere su questa Agorà pubblica che è il mio sito.
Mi scusi Gabriella mi dica cosa ho riciclato ?
Romeo e Giulietta avrà una messa in scena ed una Regia completamente nuova realizzata da Giuliano Peparini un regista che iene dalla cotte i Franco Dragone , che se lei non conosce è il massimo responsabile del successo del Cirque du Soleil. Le ho detto che la messa in scena dRacula non ha mente a che fare con TWILIGHT..
Forse le dispiacerà sapere che nessuna delle mie opere è stato un flop ; certamente non tutte possono avere il successo di Notre Dame , ma ia a Tosca che DRacula hanno avuto un buon successo di pubblico e di critica.
Purtroppo non esistono TEATRi che possono ospitare per lunga tenitura opere come Dracula.
Io faccio da 45 anni una professione a rischio senza mai cadere nella cattiva qualità, oggi i nostri ballerini he 10 anni f non esistevano girano il mondo. Questo mi rende orgoglioso.
Delle opere francesi io ho un grande rispetto, ma la Francia è Parigi il resto è provincia. Italia è un altra cosa e le opere che io produco cerco di portarle a Bolzano come ad Agrigento.
Quì purtroppo non abbiamo locali come il Pakais de Congres e il Palais de Sport o lo Zenith.
Invece di criticare noi produttori che rischiamo in proprio criticate i vostri Sindaci ed il Governo che in 60 anni non hanno costruito un nuovo teatro.
Non facciamo polemiche mi dispiace non averla tra il mio pubblico e lo dico sinceramente.
Graie anche ad Alessandro Scotti che mi chiarifica che il suo non è uno pseudonimo.
E siate orgogliosi e fieri, non domandatevi Perchè ?
Sempre Grazie
David Zard
Scusate i miei errori grammaticali e ortografici ma scrivendo con l'IPad alcune lettere saltano come anno senza H.
Grazie David Zard
Ennesima caduta di stile da parte di una produzione ormai da anni votata al riciclo (il più economico possibile) degli spettacoli, al palese scopo di riprendersi economicamente dagli ultimi flop, anche se a discapito della qualità del prodotto.
Evidentemente il pubblico a cui sono rivolte queste proposte (aggiungo anche la rivisitazione in chiave "twilight" di Dracula opera rock della PFM) è considerato privo di spessore e di spirito critico ancora ipnotizzato da Notre Dame.
Con questo non voglio dire che "Romeo et Juliette" sia un prodotto scadente, anzi... ma lo diventa nel momento in cui viene proposto in un paese che ha già diverse versioni della storia dei due amanti di Verona (e magari sarebbe ora di una ventata di novità) in ritardo di 10 anni rispetto al resto del mondo.
Nel mentre gli spettacoli, soprattutto quelli francesi sono molto evoluti stilisticamente e che la scelta sia caduta sul prodotto più datato che comporta un impegno scenografico inferiore rispetto agli standard di oggi, la dice lunga sulle reali motivazioni.
Signor Zard, non ci prenda in giro abbia il coraggio di parlare chiaro al suo pubblico.
il fatto che gli spettacoli di origine italiana che lei ha prodotto non abbiano avuto quello che a mio avviso sarebbe stato un meritato successo, non la giustifica ora nel mentire al suo pubblico facendo passare quelle che sono nude e crude scelte di marketing per amore nei confronti dell'arte e per onestà intellettuale.
Forse è quello che ci meritiamo per non essere un pubblico attento e di spessore quanto lo è quello degli altri paesi europei dove evidentemente è più facile produrre spettacoli sempre nuovi, originali e all'avanguardia.
Probabilmente in questi tempi di crisi buttarsi sulle scelte economiche è l'unica via per sopravvivere. Ci può stare; ma siamo onesti e ammettiamolo.
Ringrazio anticipatamente Silvia Arosio perchè ospita la mia risposta al Sig. Zard.
Egr. Sig. Zard, mi chiamo Alessandro Scotti e non mi nascondo dietro alcuno pseudonimo.
Il mio mestiere è ben diverso dal suo e quindo non ho la presunzione di volerLe insegnare come e dove spendere i suoi soldi.
Le auguro di avere tutto il successo che si può meritare con le imprese nelle quali si cimenterà.
E' comunque evidente che da potenziale fruitore delle sue produzioni, anche io deciderò di destinare i miei soldi come li riterrò meglio spesi magari andando a rivedere per l'ennesima volta (IN FRANCIA) certe produzioni di musical francesi che in Italia purtroppo non avremo mai a causa della PAURA che i produttori locali non fanno altro che manifestare anche con certe risposte prive del minimo tentativo di capire chi poi gli "paga la pagnotta".
Ringrazio e chiudo la sterile polemica.
Rispondo a jodathewise, e mi spiace il suo disappunto. Criticare è facile fare scelte è difficile.
Quando ho commissionato a Flavio Premoli Dracula volevo una messa inscena moderna, ed er prima che uscisse TWILIGHT . Io ho sbagliato ne prodotto un opera molto bela ma mastodontica e non trasportabile nella sua imponenza, le musiche erano bellissime ed io amo la PFM, purtroppo ho sbagliato le dimensioni. Dracula è nato per il GranTeatro e i teatri del genere in Italia c'e ne solo uno. Poi L'ARENA di Verona e il Forum di Assago esistono litri due palazzi idonei ma non si prono avere periodi per lunga tenetur emendare Dracula per un massimo i tre rappresentazioni è antieconomico. Allora dato che bisogna riproporlo, si modernizza, niente a che fare con TWILIGHT perchè è a storia di Dracula, ritorneremo presto in scna e sarà una grande sorpresa.
Per quanto riguarda Romeo e Giulietta di Gerard Presgurvic, si tratta di un opera o musi cal con grandi musiche e che avrà una messa in scna eccezione. È un remake che dura da centinaia di anni. Il pubblico lo ha applaudito ed ha decretato un grande successo in tutto il mondo, quindi è giusti che arrivi anche il Italia. Io investo il mio denaro dove credo sia giusto,posso sbagliare ma sono convinto delle mie scelte. Non attingo a fondi dello stato,creo centinaia di posti di lavoro e devo essere certo di poter pagare i salari ed i costi. Una cosa è certa, cioè che io ho portato in Itala cose apprezzabili e belle e credo di meritarmi consensi. Ma criticare piace e chi critica dovrebbe formarsi con il proprio Nome e non con degli pseudonimi..
Per quanto riguarda opere per celebrare i 150 anni dell'Italia unita, credo che molti denari sono stati distribuìti e he forse una parte minima di questi denari poteva essere dedicata alla messa in scena della Tosca di Dalla, ma io non ho conoscenze politiche ed una mia proposta di portare la Tosca in giro per il mondo non è stata tenuta in considerazione.
Se qualcuno ha scritto qualche cosa di bello da produrre sulla Storia del nostro paese me la proponga. Quando dico bella significa che deve piacere a me e non solo a chi la scrive. In questi anni, dopo Notre Dame mi anno proposto decine di lavori che a dir poco erano osceni e con musiche non ascoltabili almeno al mio modesto parere.
E riguardo a Panella non parlo parlano i suoi versi .
Grazie per l'ospitalità.
David Zard
Desidero manifestare il mio personale disappunto sorto nel momento in cui ho appreso dell'intenzione del Sig. Zard di riproporre in Italia la traduzione di Romeo e Juliette di Presgurvic.
In Francia questo spettacolo è apparso ben 11 anni or sono e penso che dopo il prodotto analogo di riccardo Cocciante non ci sia bisogno nuovamente di un remake.
Parimenti ritengo, sempre a mio modesto quanto contestabile parere, che riproporre Dracula Opera Rock in chiave Twilight sia altrettanto dimostrazione di mancanza di innovazione.
Innanzi tutto mi sembra irriverente attentare alla reputazione di un prodotto musicale di altissimo pregio come quello realizzato dalla PFM per proporre un tema di largo consumo nella speranza che il pubblico venga attratto più dal fenomeno "twilight" che dal valore dei brani.
Se in passato Dracula Opera Rock non ha riscosso il successo che avrebbe meritato, vuol dire che il pubblico non era pronto a quel tipo di livello comunicativo.
Abbassare il livello comunicativo significa abbassare il target e quindi rivolgere velatamente un insulto all'intelligenza del Pubblico.
E' triste constatare che un produttore capace in passato di grandi successi, oggi ritenga che l'importante sia "vendere il più possibile" a discapito della qualità.
In questo modo viene meno lo spirito divulgativo delle forme d'Arte con la A maiuscola in bieco favore del profitto.
Sarebbe stato molto più interessante vedere una proposta nuova magari di spirito italiano.
A tal proposito ritengo lodevole la messa in scena de "I Promessi Sposi" rappresentazione a cui ricordo di aver visto il Sig. Zard molto interessato durante la Prima allo stadio S.Siro di Milano.
Caro SIgnor Zard, perchè non cercare prodotti nuovi e non riciclati da altri paesi?
Perchè non pensare magari ad un musical su qualche figura storica del nostro paese che festeggia i 150 anni dell'unità d'Italia?
Legittimo sarebbe addirittura arrivare pensare che il produttore David Zard non è in grado di portare alcuna novità nel panorama artistico, questo a completo danno dell'immagine della sua casa di produzione.
Mi deve perdonare (e qui mi permetto di rivolgermi in prima persona al sig. Zard) ma l'impressione che ho ricevuto dalle due notizie sopra citate è di uno svogliato tentativo di rimanere sul palcoscenico, anche dopo alcune produzioni criticate, cercando di ridurre i costi di acquisizione dei diritti nell'intento di vendere al prezzo di sempre un prodotto di livello mediocre o quantomeno tanto commerciale da autopromuoversi.
I tempi in cui viviamo sono tempi duri e le imprese in cui ci si getta devono avere la probabilità di dare frutto ma proprio perchè i tempi sono duri e le risorse a disposizione sono poche, anche l'utente finale, in linea teorica, dovrebbe non accontentarsi e quindi potrebbe non accogliere la sua produzione con l'entusiasmo che magari Lei si aspetta.
Magari la mia analisi è completamente sbagliata, magari il SUO pubblico aspetta solo Romeo et Juliette (con i testi dal vocabolario ridotto di P. Panella), magari il SUO pubblico vuole un Twilight con le musiche della PFM, magari il popolo del Musical è come lo vede Lei: un becero insieme di individui che segue la moda, ma io non voglio credere che questo sia il Pubblico; sarà forse il SUO pubblico.
Rispondo direttamente a @Lord Alphie.
I gusti in fatto di traduzine non si discutono. Io sono una cultrice di Notre Dame e quindi amo la poesia pura di Pasquale Panella.
Ci sono altri ottimi traduttori in Italia, tra cui Travaglio, che però forse è più dedicato ai musical puri.
Per questo genere di spettacolo, credo che Panella sia l'ideale.
La quérelle su Opera/musical è storia vecchia.
In questo caso, ho voluto solo sottolineare come a Parigi, amanti della lingua francese forse più di noi dell'italiana, tendano a francesizzare tutto. "Musical" non esiste nel loro vocabolario. Comedie musicale ingloba anche quello che noi intendiamo come Opera popolare, tranne alcune eccezioni come Mozart Opera Rock, pregevolissimo spettacolo.
Grazie per leggermi!
Onorata di ricevere un commenti di David Zard, che stimo profondamente, e lo ringrazio. Il bello dei Blog professionali di teatro è proprio quello di leggere i commenti del pubblico o degli addetti i lavori per testare il poslo della situazione.
Sempre nell'educazione e nel rispetto di tutti, come ho già sottolineato spesso.
Per quanto mi riguarda, come ho detto, non vedo l'ora di assistere alla messa in scena di questo nuovo lavoro, avendo apprezzato, ma solo in DVD, lo spettaoclo francese.
L'attenzione e il numero di visitatori che stanno entrando su questi articoli del mio Blog mi fanno capire che l'attesa è tanta.
Massimo rispetto per la nuova produzione Giulietta e Romeo 3d Live, che ancora non conosco, e anche per quella di Cocciante, che, come i miei lettori sanno, amo molto.
Sapendo che quello che tocca David diventa oro, attendo con ansia la verisone italiana. Grazie ancora!
Silvia Arosio, titolare Dietro Le Quinte
Sono sorpreso nel leggere i commenti riguardanti Romeo e Giulietta "amore e vita"'
Di Romeo e Giulietta e di Giulietta e Romeo esistono decine di produzioni al mondo, teatrali, musicali, cinematografiche e di danza ed ognuna di queste produzioni fa la sua degna figura.
Sono curioso di vedere a versione in 3 D perchè il teatro in se stesso e già a tre dimensioni, la storia è una grande storia ed è piú difficile farne un opera brutta che farne una versione bella. Per quanto riguarda la definizione opera voglio chiarire che per Opera intendo il lavoro compiuto dal musicista, dal librettista, dal regista, dal coreografo e da tutti coloro, compresi i miei impiegati e tecnici che portano a complemento bene una mia proposta. Io ho amato e amo il Giulietta e Romeo di Cocciante , sfortunatamente per me e anche per Cocciante, Giulietta e Romeo non l'ho prodotta io ed è forse er questo che è rimasta un opera incompiuta . Auguro a Cocciante di rimetterla in Scena perchè merita.
Per quanto riguarda la mia scelta sullo spettacolo di Presgurvic mi auguro di realizzare quello che ho in mente e nel cuore , e se così sarà credo il grande beneficiario sarà il pubblico. Grazie perl'ospitalità DAVID ZARD
Per me Zard se ne fa una pippa di una piccola cosa come il Giulietta e Romeo 3d. Piuttosto, non potendo più mettere in scena il Giulietta e Romeo di Cocciante, da cui si era dissociato anni fa, è andato a pescare questa....
Trovata commerciale scadentissima da parte di Zard, chiaramente intenzionato a mettere i bastoni tra le ruote a "Giulietta e Romeo 3D", proponendo praticamente lo stesso soggetto (conscio che il suo nome attirerà metà del pubblico di NDP).
Fra l'altro, curioso come sia riuscito a denominare OPERA (lo si legge nell'url del sito ufficiale) pure questo spettacolo, che altri non è che una bellissima commedia musicale (come giustamente Silvia ha puntualizzato) e che è tutto il contrario dell'Opera Moderna/Popolare che lui e Cocciante si sono affaticati a promuovere. Incoerenza allo stato puro.
Poi affidare l'adattamente a Panella è una scelta quanto meno azzardata. Provate a cercare su Youtube "Les rois du monde" e immaginatevela con le criptiche liriche e i soliti giochi di parole di Panella.
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Maria
Salve a tutti , salve signor Zard .
Trovo che l'idea del suo nuovo lavoro sia molto emozionante e sicuramente suggestiva; sono interessata a far parte del casting e mi chiedo se potesse gentilmente darmi delle informazioni in più .